Il nostro gatto fu rapito in cielo. Le grandi altezze non gli erano mai piaciute, così cercò di affondare gli artigli nella cosa, qualunque fosse – serpente invisibile, mano gigante, o aquila – che lo faceva salire in quel modo, ma non ebbe fortuna.
Quando arrivò in paradiso trovò un vasto campo.
C’erano un sacco di affarini rosa che correvano da tutte le parti, tanto che all’inizio pensò che fossero topi.
Poi vide Dio seduto su un albero. Attorno volavano angeli dalle bianche ali frementi; emettevano versi di colombe. Continua a leggere



Lui era l’ultimo della cucciolata, di un antico allevamento noto in tutta Europa: prìncipi canini dalle ciocche scintillanti e musetti a prova dei severisssimi standard, eppure lui non andava bene. Non era nei target di valutazione, così piccolo e timido, tanto da rimanere sempre dietro ai fratellini quando la pappa veniva data.
Cristina ha sempre creduto in due cose nella sua vita: nell’amore infinito per i gatti e nella magia…bianca.